HomePistoiaCronacaL’industria del "sì". Fiori d’arancio in crisi. Ci si sposa di meno. Ma si aguzza l’ingegnoTutte le strategie per mettere a punto una bella festa risparmiando. Bomboniere da mangiare, ma su l’abito bianco non si bada a spese. Ultime tendenze: invitati che pernottano, formula gradita agli stranieri.Due sposi che hanno festeggiato le loro nozze al Toscana FairRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Linda MeoniPISTOIAGli effetti della crisi internazionale? Li sconta anche il comparto matrimoni. Al punto che per il solo ricevimento (di quelli basici), occorre mettere in conto di spendere almeno tra i 15mila e i 20mila euro. Il caro-carburanti, il caro-energia, il "tutto-caro" s’incontrano anche qui. Il che, comunque, non induce le coppie alla rinuncia: ci si sposa e si festeggia lo stesso, pur scegliendo di depennare dalla lista qualche voce. E allora ecco la bomboniera da mangiare. Sia per recuperare l’utilità di un oggetto spesso e volentieri superfluo, sia per abbattere i costi, mettendo al lavoro tra marmellate e confetture la zia o la nonna. E poi via i fiori, ridotti all’osso, talvolta via persino trucco e parrucco professionale per la sposa puntando al "made in tutorial", con una croce che finisce pure alla voce "videografo".