“Quando sarà inaugurata Villa Tiburtina? E soprattutto: cosa significa “inaugurazione”?”. “Sarà solo un taglio di nastro con le foto di rito delle autorità o l’attivazione concreta dei servizi previsti dal Pnrrr? “. Sono le domande che da mesi il Comitato di cittadini del IV Municipio rivolge alla Direzione della ASL Roma 2, senza ottenere alcuna risposta ufficiale.
Il silenzio pesa ancora di più se si considera il contesto nazionale: delle oltre 1.700 Case di Comunità previste dal Piano, a pochi mesi dalla scadenza dei fondi europei, meno del 3% è operativo e ben lontano dall’obiettivo di una vera “medicina di prossimità”. Il rischio che queste strutture, dopo ingenti investimenti pubblici, finiscano nella disponibilità della sanità privata è concreto, e alcuni precedenti lo confermano.
Nel nostro distretto, oggi è attivo solo il presidio di Largo De Dominicis a Casalbertone. Via Mozart è chiusa per lavori, mentre a Pietralata, Torraccia, Via del Frantoio e Villa Tiburtina i cantieri sono ancora aperti. Problemi di personale e organizzativi rallentano tutto, ma il silenzio istituzionale aggrava la sfiducia.
Il Comitato di Villa Tiburtina non si è mai arreso: per anni ha chiesto la riapertura della struttura, organizzando assemblee, raccolte firme, incontri pubblici. Ha sempre rivendicato trasparenza come base di un rapporto corretto tra cittadini e istituzioni. “Crediamo nella sanità pubblica e vogliamo che Villa Tiburtina funzioni al meglio – spiegano – ma perché considerare la partecipazione civica un ostacolo invece che una risorsa?”.






