È un giorno che il quartiere di Casal de’ Pazzi, Rebibbia e Ponte Mammolo aspettava da anni: la riapertura della storica struttura sanitaria di Villa Tiburtina, chiusa dal 2012 e oggi restituita al territorio come moderna Casa della Comunità. Un risultato che non arriva dall’alto, ma che nasce da una lunga battaglia di cittadini, associazioni e comitati, capaci di trasformare un sogno – o forse una necessità – in realtà.

La miccia del cambiamento: novembre 2020, in piena pandemia

Era novembre 2020 quando, nonostante la piena emergenza COVID, una partecipata assemblea di quartiere lanciava un grido d’allarme: l’assenza di presidi socio-sanitari di prossimità stava lasciando il territorio scoperto proprio nel momento più drammatico. Per visite, prelievi, esami o anche solo un consulto, gli abitanti erano costretti a raggiungere Tiburtino III, rivolgersi a strutture private dai costi proibitivi o, troppo spesso, rinunciare alle cure.

Da quel giorno il quartiere ha deciso di non aspettare più.

La mobilitazione: firme, manifestazioni e tenacia