È stato assolto Silvio Viale, il ginecologo e consigliere comunale dei Radicali +Europa di Torino, nel processo di primo grado che lo vedeva imputato di violenza sessuale. Per il giudice il fatto "non costituisce reato". La procura di Torino aveva chiesto di condannarlo a un anno e 4 mesi. Viale arriva al Palagiustizia in camicia azzurra e cravatta rossa maculata. Entra in aula poco prima della sentenza, restando in silenzio.
Lo sfogo
Dopo la lettura del dispositivo dice: "Sono contento anche se amareggiato, delle proprie suggestioni ognuno pensa quello che vuole, io ero convinto di non aver fatto nulla. Questa era un'imputazione nei confronti della categoria e della visita ginecologica. La condanna sarebbe stata un grave precedente". E continua: “Non ho mai perso la dignità, ho continuato a lavorare, anche stamattina prima di venire qui”.
Poi si commuove quando parla della moglie e della figlia che lo hanno sostenuto in questa battaglia. "Mi sono state vicino senza batter ciglio - aggiunge - in passato mi sarei atteso altre sentenze per altre questioni, ma in questo caso non c'entravo proprio nulla".
L’inchiesta









