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1 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:46
Il mancato confronto tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein ad Atreju ci dice, al di là delle troppe chiacchiere dedicate all’”evento”, che il livello dei nostri politici somiglia sempre più a quello di un’assemblea liceale. Quella popolata da personaggi fintamente estremisti, scioccamente drastici e tetragoni a ogni forma di confronto e di messa in discussione delle proprie ferree convinzioni. Insomma, non propriamente i personaggi pittoreschi ma teneri dei libri di Domenico Starnone, quanto piuttosto l’umanità degradata del nostro tempo: ignorante, proiettata su un virtuale tanto autoreferenziale quanto sterile, omologata dalla consuetudine a farsi i selfie ritoccando le imperfezioni, nell’illusione nietzscheana che non esistano più i fatti ma soltanto le sovrane interpretazioni di ciascuno.
Una classe politica di tal fatta, oltretutto infantile, sguaiata, priva di lungimiranza nonché di senso del ridicolo, è stata scientemente prodotta da chi vuole che gli elementi validi e preparati gravitino su altre dimensioni: a partire dalla finanza per arrivare al marketing. In tal modo, a fingere di occuparsi dell’amministrazione pubblica – perché l’agenda gliela dettano banche e fondi di investimento – restano i soggetti improbabili che colorano il teatrino politico di gaffe, volgarità e ignoranza a profusione. Gli stessi che non si distinguono più dalla massa popolare nel non aver colto uno dei dati essenziali della contemporaneità: cioè il fatto che la rivoluzione copernicana delle nuove tecnologie – che oramai illudono tutti di essere edotti su tutto, ma fanno anche conoscere situazioni ed episodi un tempo riservate a pochi eletti – ha svelato un dato oggettivo.















