Le “dupe destinations” sono sempre più note ai viaggiatori curiosi in cerca di alternative, che non disdegnano la tranquillità, e perchè no? Anche il risparmio. Si parla spesso di overtourism, fenomeno che interessa alcune mete particolarmente gettonate per effettiva bellezza ed importanza, come capitali, città d’arte, parchi naturali o siti storico-archeologici, gioco forza l’attrazione di grandi numeri che potrebbero essere gestibili con pratiche soluzioni contingentate. Altre destinazioni sono invece fagocitate da mode del momento, complici serie televisive, social network, oppure angoli e paesaggi che il gergo 2.0 definisce “instagrammabili”. Infine, alcuni luoghi sono molto richiesti per poca conoscenza di valide alternative, ed è proprio in questo caso che entrano in gioco le “dupe destinations”.
Vengono definite “destinazioni copia” per l’effettiva somiglianza a mete più famose, ma questo termine non rende giustizia alla loro unicità. Oltre a offrire un risparmio economico, sono l’ideale per vivere esperienze originali e curiose, con meno folla ma più interazione con le comunità locali, un incentivo al turismo responsabile. Bucarest per esempio la chiamano la “Parigi dell’est” e il suo arco di trionfo sembra una riproduzione in miniatura della ville lumière, ma potrebbe sorprendervi per il suo fascino autentico, così Lubiana, con i canali che ricordano Venezia, ma con una verve tutta slovena e prezzi contenuti. Girona è una piccola città gioiello dallo spirito catalano, proprio come Barcellona, mentre Galway è un frizzante centro universitario con la musica nel sangue come la sua capitale Dublino, ma dalle dimensioni più contenute. Quattro destinazioni per un weekend romantico o divertente in vista del periodo natalizio, quando le città si vestono per le feste.






