I suoi libri hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. È stato considerato uno dei cento "pensatori globali" più importanti dalla rivista americana Foreign Policy. Carlo Rovelli, 69 anni, veronese, fisico teorico, laurea a Bologna, dottorato a Padova, rockstar internazionale della divulgazione scientifica è tra gli autori italiani più venduti di sempre. L'ultimo lavoro "Sull'eguaglianza di tutte le cose" (Adelphi, 15 euro, 214 pagine) prende il titolo dello «Zhuangzi», libro di duemila anni fa. «Allude spiega Rovelli all'antifondazionalismo a cui ritengo ci conduca la scienza moderna: elettroni e mente, sassi e leggi, giudizi e galassie non sono di natura essenzialmente diversa gli uni dagli altri. Sono nozioni che si illuminano a vicenda. Questo è il mondo che vedo emergere dalla rivoluzione scientifica del XX secolo.
È un mondo che non è fatto di oggetti, non occupa uno spazio, non si svolge in un tempo e non è governato da cause ed effetti. È tessuto da relazioni, composto dall'intrecciarsi di prospettive, può essere descritto solo dal suo interno. Ci invita a modificare i concetti con cui siamo abituati a organizzare la realtà, ad abbandonare certezze e rinunciare a fondamenti ultimi».








