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L'intelligence ucraina ha rivendicato gli attacchi contro due petroliere della "flotta ombra" russa nel Mar Nero. Una terza nave sta affondando al largo di Dakar
L'intelligence ucraina è tornata a colpire con i suoi droni navali, mettendo nel mirino delle petroliere associate alla "flotta fantasma" che Mosca impiega per contrabbandare petrolio sottoposto a sanzioni. Il Servizio di sicurezza ucraino, Sbu, ha rivendicato gli attacchi sferrati contro due petroliere che battono bandiera gambiana, la Kairo e la Virat, con droni Sea Baby impiegati come barchini esplosivi. Entrambe le petroliere sono considerate parte di quella che viene definita la "flotta ombra" russa. Le due navi si trovavano nel Mar Nero quando sono state colpite dai piccoli battelli condotti in remoto dagli operatori, di solito commando del "Gruppo 13".
Secondo quanto riportato dalle fonti, infatti, gli ucraini, pionieri di questa nuova tattica di guerra che attinge alla vecchia invenzione dei "barchini esplosivi" impiegati dagli incursori italiani nel secondo conflitto mondiale, hanno condotto "un'operazione congiunta della 13a Direzione Generale del Controspionaggio Militare dell'Sbu con la Marina ucraina". Nel mirino delle videocamere con visuale in prima persona che consentono all'operatore di portare un piccolo battello Sea Baby - Unmanned Surface Vessel che misura appena 6 metri di lunghezza, ha un'autonomia di 1.000 km e può correre sulle onde a una velocità di quasi 50 nodi - altre alle due navi colpite nel Mar Nero, al largo delle coste della Turchia, sarebbe finita anche la petroliera Mersin, che batte bandiera panamense, è di proprietà turca e sta affondando al largo di Dakar, Africa occidentale. Anche la Mersin è "presumibilmente affiliata" alla Flotta Ombra russa ed è stata attaccata durante la notte da quelle che vengono riportate come "navi di superficie senza equipaggio". In questo caso, considerate le coordinate, possiamo supporre che i droni siano stati rilasciati da una nave-madre che operava al largo del Senegal.






