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Kiev intensifica la guerra asimmetrica colpendo raffinerie, ferrovie e la flotta russa del Mar Nero. Attacchi a Primorsk, Sebastopoli e Novorossiysk mirano a logistica e simboli economici di Mosca

Nel cuore di una guerra sempre più logorante, Kiev ha scelto da tempo una strada asimmetrica. Dagli attacchi alle infrastrutture energetiche russe fino ai raid contro basi navali e sistemi radar in Crimea e nel Mar Nero, l’Ucraina sta cercando di compensare l’inferiorità numerica e di mezzi con azioni rapide, imprevedibili e ad alto impatto simbolico ed economico, nel tentativo di frenare l’avanzata russa e mantenere viva l’iniziativa sul campo di battaglia.

Le forze speciali ucraine hanno colpito oggi un obiettivo di alto valore nelle aree occupate della regione di Zaporizhzhia, distruggendo un sistema missilistico antiaereo 9K317M Buk-M3. Lo ha reso noto l’intelligence militare di Kyiv, citata da Ukrainska Pravda. L’operazione si è svolta nei pressi dell’insediamento di Oleksandrivka e, secondo il GUR, ha comportato la perdita per Mosca di un assetto dal valore stimato tra i 40 e i 50 milioni di dollari. Ma la distruzione del Buk non è il solo colpo messo a segno dall'Ucraina nelle ultime 48 ore.