Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Mosca alza il tiro con 430 droni e 19 missili. Dopo gli attacchi sulle città, i raid dei droni di Zelensky sul porto di Novorossiysk: cruciale per l'export del greggio
La spirale della guerra in Ucraina ha conosciuto nelle ultime ore un'accelerazione drammatica, una sequenza serrata di attacchi e contrattacchi che ridisegna l'equilibrio del conflitto. Le notti di Kiev e Odessa si sono trasformate in bolge di fuoco sotto i colpi di droni e missili russi, mentre l'esercito ucraino ha messo a segno una delle sue operazioni più audaci: lo strike con missili autoctoni Neptune contro il porto russo di Novorossiysk, hub cruciale per l'export petrolifero di Mosca.
A confermare l'attacco è stato lo Stato Maggiore ucraino. I Long Neptune, la versione a lungo raggio del missile progettato e costruito a Kiev, hanno colpito infrastrutture strategiche nel porto sul Mar Nero, costringendo a sospendere per ore le esportazioni di petrolio: 2,2 milioni di barili al giorno bloccati, pari al 2% dell'offerta globale. Un colpo insieme simbolico e materiale, che incide sulla principale arteria economica russa proprio mentre Mosca tenta di blindare un sistema industriale e difensivo sempre più sotto pressione, con un Pil calato di mezzo punto. Lapidario Zelensky, atteso lunedì a Parigi e martedì a Madrid: "Questa è la nostra risposta più che giusta al terrorismo russo".






