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La nuova strategia di Kiev punterebbe a colpire l'economia russa per fare pressione sul Cremlino nei negoziati

L'Ucraina ammette per la prima volta di aver compiuto attacchi contro due petroliere appartenenti alla cosiddetta "flotta ombra" russa, adoperata da Mosca per contrabbandare petrolio sottoposto a sanzioni. Le due navi, la Kairo e la Vilat, sono state colpite da droni navali "Sea Baby" nel pomeriggio di venerdì nel Mar Nero, al largo delle coste della Turchia. Le petroliere, che hanno una capacità di trasporto di petrolio per un valore fino a 70 milioni di dollari, erano dirette verso il porto di Novorossijsk e, stando a quanto riferito al Wall Street Journal da un funzionario ucraino, erano vuote al momento dei raid.

La reazione ufficiale del Cremlino alle ultime iniziative di Kiev è arrivata ieri. " L'opzione più radicale", ha tuonato Vladimir Putin, "sarebbe quella di isolare interamente l'Ucraina dal mare e a quel punto gli atti di pirateria diventerebbero in generale impossibili da realizzare". Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è intervenuto sulla questione affermando che "la guerra tra Russia e Ucraina ha chiaramente iniziato a minacciare la sicurezza della navigazione nel Mar Nero". Erdogan ha inoltre lanciato un non meglio precisato avvertimento "a tutte le parti interessate".