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Nel campo dove vivono le reclute Peshmerga con gli aspiranti reporter e i lettori della "Frontline Academy"
Suleymania Le brulle montagne del confine con la Repubblica islamica dell'Iran ricordano il deserto dei Tartari. Torrette di cemento da tenente Drogo spiccano sui punti più alti collegate da lunghe reti metalliche, ma è impossibile sigillare la frontiera con il Kurdistan iracheno. A pochi chilometri da Suleymania, inoltrandosi nella foresta attorno al borgo turistico di Byara, incrociamo un rigagnolo d'acqua con gli aspiranti reporter e lettori avventurosi della "Frontline Academy" del Giornale. Basta oltrepassarlo facendo un passo più in là e sei in Iran, senza nessun controllo. La sicurezza, però, ci consiglia di non andare oltre per evitare di incappare nei pattugliamenti a singhiozzo dei Pasdaran.
La confinaria regione curda iraniana è sempre stata una spina nel fianco degli ayatollah. Non è un caso che gli oppositori curdi del regime teocratico siano organizzati da anni con partiti e costole in armi nel Nord dell'Iraq. I tre gruppi anti ayatollah più noti sono il Partito democratico del Kurdistan iraniano, il Partito per la Vita Libera e il movimento Komala.






