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Schlein rivendica la leadership ma pure la maggioranza dem vuole ridimensionarla

I riformisti che si sono riuniti a Prato vogliono disarcionarla e a Montepulciano vogliono controllarla. Lei va dai secondi e prova ad accennare un colpo di reni. Elly Schlein parla del Pd, che "è il primo partito della coalizione". Lo definisce un "perno". Ma il messaggio è tutto per chi, anche tra i "suoi", la vorrebbe più defilata, magari lasciandole il partito e togliendola dalla corsa per la leadership del campo largo. Tra minoranza liberal e correntone. In mezzo a Giuseppe Conte e alle manovre uliviste. Schlein da Montepulciano, in chiusura dell'happening della maggioranza dem, tenta di ribadire che lei non intende rinunciare alla corsa per diventare il candidato premier del centrosinistra. È da intendersi in questo senso la sottolineatura sulla primazìa del Pd nel fronte progressista. La segretaria parla a Conte, certo, ma si rivolge soprattutto a chi - dentro il suo partito e poco fuori - la considera sprovvista del quid necessario per ambire a Palazzo Chigi. "Il Pd è cresciuto ed è cresciuto ovunque, dove abbiamo vinto e anche dove non lo abbiamo fatto - dice -. Sono voti veri e se li sommiamo la nostra coalizione progressista e quella al governo sono pari: la partita è già aperta". E soprattutto: "Dopo due anni e mezzo c'è una coalizione e il Pd è il primo partito della coalizione".