Il suo cuore da cronista l’ha tradito una settimana prima di compiere 60 anni. All’improvviso, una domenica di riposo trascorsa a casa, a Ivrea, dopo le solite, infinite giornate di articoli da scrivere, titoli da correggere, risate con i colleghi, tante. Se n’è andato in un lampo il nostro Mauro Revello Chion, giornalista di razza in forza alla redazione di Biella de La Stampa. La notizia è arrivata questa sera (domenica 30) e nessuno voleva crederci. Lui di sicuro avrebbe sdrammatizzato, con una delle sue battute, ma nessuno di noi ci riesce.

Mauro era canavesano doc, di Chiaverano. Colline dure e bellissime che guardano Ivrea dall’alto. Chiare e sincere, come lui. È sempre stato schietto. Sapeva dire ai colleghi e alle persone che amava cose divertenti ma anche profonde come era lui, che pure non voleva prendersi troppo sul serio. Era di quella generazione di cronisti nati dalla strada, dalle aule di tribunale, dalle caserme dei carabinieri. Ha formato - ma naturalmente lui questa cosa non voleva sentirla - generazioni di ragazzi che sognavano un mestiere duro e bellissimo. A metà degli anni Novanta lo potevi trovare ovunque: nella redazione del settimanale diocesano Il Risveglio Popolare come in quella appena aperta di un altro periodico, Il Canavese, nel centro La Serra di Ivrea, il palazzo a forma di macchina per scrivere. Qualcuno lo sfotteva: «Assomigli a George Best, sei bello come lui». E lui fingeva di crederci, divertito.