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30 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 14:39
Il “disegno di legge sui caregiver familiari conviventi prevalenti” non è apprezzato da nessuno dei diretti interessati, neanche dagli esponenti delle associazioni che hanno partecipato al Tavolo tecnico caregiver familiari istituito ad ottobre 2023 dalla ministra per le Disabilità e dalla ministra del Lavoro per la stesura di una proposta di legge. Il ddl arriverà in Consiglio dei Ministri dopo l’approvazione della Legge di Bilancio che stanzia la misera cifra di 1,15 milioni di euro per il 2026 e 250 milioni strutturali a partire dal 2027, risorse ritenute “ampiamenti insufficienti” dalle organizzazioni. “Il ddl caregiver familiari sarà discusso in parlamento agli inizi del 2026. Siamo davvero a una svolta: dopo 15 anni di tentativi stiamo per portare in parlamento una proposta complessiva e sostenibile di riconoscimento dei caregiver”, ha dichiarato il 16 novembre in un’intervista su Avvenire la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. “Si dà riconoscimento al caregiver familiare in generale, ma con tutele differenziate, a partire dal “Caregiver familiare convivente prevalente” al quale si riconosce un sostegno economico più importante. Poi a scalare le altre tipologie di chi si prende cura di un familiare con disabilità”. Un ddl che, ancora prima di entrare in CdM, ha già provocato durissime reazioni da parte di tutti i diretti interessati caregiver familiari, associazioni delle persone con disabilità, Cgil. La proposta della ministra Locatelli, a seguito di un lavoro portato avanti dal Tavolo tecnico durato circa 2 anni, prevede alcune novità ma, a detta degli stessi partecipanti, “non accoglie le nostre richieste nè affronta fondamentali capitoli per vedere finalmente riconosciuti anche in Italia i diritti dei caregiver familiari conviventi h24” come i riconoscimenti giuridici, sociali, i contributi a fini pensionistici, oltre che appropriate risorse economiche e supporti psicologici.







