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Nella commemorazione dell'anniversario del Concilio di Nicea escluso il patriarca Kirill. Come si comporterà ora Leone XIV con Mosca?
Venerdì Leone XIV ha commemorato il 1700esimo anniversario del primo Concilio di Nicea a İznik, sulle rive del lago omonimo e nei pressi degli scavi archeologici dell’antica Basilica di San Neofito. Un'immagine d'impatto perchè il vescovo di Roma era affiancato da vari leader cristiani e soprattutto dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. Lì dove nel 325 d.C. venne definita e proclamata la professione di fede, il Papa e gli altri capi hanno recitato insieme il Credo. Un momento storico nel quale però si notava anche un grande assento: il patriarca di Mosca.
La vicinanza di Bartolomeo I, d'altra parte, rendeva impossibile la presenza di Kirill dal momento che la Chiesa di Costantinopoli e quella di Mosca hanno interrotto definitivamente le relazioni nel 2018 quando il Santo Sinodo russo ha deciso di rompere la comunione eucaristica con il Patriarcato ecumenico dopo che quest'ultimo ha riconosciuto come autocefala la Chiesa ortodossa ucraina. Lo scisma ortodosso è stata una conseguenza delle tensioni politiche tra Mosca e Kiev e l'invasione del 2022 non ha fatto altro che peggiorare le cose anche sul fronte religioso. Il riconoscimento da parte di Bartolomeo I delle rivendicazioni autocefale di una delle Chiese ucraine ha fatto esplodere la rivalità già esistente tra i due centri dell'ortodossia. Un problema per le ambizioni ecumeniche della Chiesa cattolica che, nonostante l'invasione, non ha rotto i rapporto con il Patriarcato moscovita ed anche in virtù di ciò ha saputo giocare un ruolo sul piano diplomatico.








