Tommaso Paradiso ha un’ossessione: quella per le case. «Sono come Nanni Moretti in Caro diario, che andava in giro per Roma a visitare case. Così faccio io. Ognuno di noi occupa nel modo che ritiene più opportuno il proprio tempo libero: io sto per ore sui siti immobiliari», racconta il 42enne cantautore romano, che ha voluto intitolare il suo nuovo album semplicemente Casa Paradiso. Esce venerdì ed è il frutto di una rivoluzione silenziosa ma radicale, che dopo i due precedenti dischi da solista, Space Cowboy del 2022 e Sensazione stupenda del 2023, ha visto l’ex leader dei Thegiornalisti cambiare casa discografica (da Universal a Sony), promoter (da Vivo Concerti a Live Nation) e pure ufficio stampa. L’obiettivo? Tornare ad essere, dopo la crisi di questi anni, il ragazzo d’oro del cantautorato italiano contemporaneo, quello che da Completamente a Non avere paura non ne sbagliò una. Le voci lo vogliono in gara al Festival di Sanremo 2026: «Per statistica, prima o poi tocca». Intanto ci sono le 10 canzoni di questo disco, che vedono Paradiso pescare a piene mani dai suoi miti, Antonello Venditti, Stadio e Luca Carboni (citato anche in un brano) su tutti. Le presenterà con il tour nei palasport al via in primavera, che passerà a Roma il 18 e 19 aprile: «Parlano di storie di vittorie e sconfitte, di chi fugge e chi resta».