Tra i 30, lui. Tommaso Paradiso, ex Thegiornalisti, amatissimo dalla sua fan base, in concorso con I romantici e papà illuminato dalla nascita della sua primogenita («l’emozione più grande della mia vita»). Qui a Sanremo ha scelto di fondare un club (il club dei romantici, per l’appunto) e riceve giornalisti (senza “The”) e appassionati vari nel negozio della città dedicato ai celebri mattoncini Lego. È tra i favoriti, lo sa, glielo dicono tutti, ma finge indifferenza e comunque «con tutto il rispetto faccio scendere la mano». Risate.
Di sicuro in caso di vittoria non andrà all’Eurovision: «Non mi interessa... non l’ho mai visto. Già stare a Sanremo è tanto per me. È un onore avere attenzione, non mi fraintendete, ma io non sono nato dalla televisione, bensì dai live, nel 2009 con i Thegiornalisti. Prima ancora avevo una band prima che si chiamava i Cosmoradio, a 18 anni ho iniziato a suonare in tutte le bettole d'Italia e poi sono arrivato al grande pubblico dalla gavetta vera, senza mai fare televisione». Corpo estraneo del Festival per sua stessa ammissione, il non-più-ragazzo chiarisce il suo, definiamolo, “disagio”: «Io ai concerti mi spoglio, sudo come un pazzo, faccio due ore di scaletta, entro in contatto con il pubblico. Invece qua fai tre minuti e trenta e già stai alla fine del concerto, quindi è tutto molto strano per me».













