Milano, 25 nov. (askanews) – Storie, nostalgie, archivi emotivi e desideri, condensati in 10 canzoni che suonano come stanze abitate. “Casa Paradiso” è il nuovo album di Tommaso Paradiso, un lavoro malinconico e poetico. “Dico sempre che la casa per me è proprio la cosa principale, è il luogo a cui penso quando ho bisogno di stare bene. Siccome è disco molto importante per me, molto sincero, devo partire dalle basi. La base era proprio la casa, che non è intesa solo ovviamente come quelle quattro mura domestiche, che per me comunque sono fondamentali, ma la casa è la scrematura poi che fai nel percorso di vita, quando cominci a riflettere su cosa è veramente importante, cosa ti fa stare veramente bene”.

Il cantautore romano dopo cinque anni difficili, passati tra covid e poi segnati dall’acuirsi dei conflitti internazionali, riflette su quello che è il ruolo dell’artista e dello spettacolo, chiedendosi se sia giusto di fronte al male andare comunque avanti. “Il ruolo della musica, a volte non è uno di ruolo la musica, a volte perché a volte può essere una musica che denuncia, a volte è una musica che conforta, a volte può essere semplicemente una musica che riflette su se stessa e non dice nulla, ognuno la prende nel verso che vuole, chi la scrive. Con la musica, almeno nel mio caso, provo a essere un po’ consolatore anche, a me piace in generale l’arte che in qualche modo consola e quindi cerco di fare anche io un lavoro simile sulle mie cose”.