«Per decenni in Silicon Valley si è ripetuto un mantra: Ideas are cheap. Execution is everything. L’idea vale poco. Quello che conta è l’execution, la sua messa in pratica. Oggi questo paradigma si sta incrinando. C’è un ribaltamento. Ed è immediato. Con l’intelligenza artificiale che scrive codice, programma, crea software, traduce il pensiero in prodotti, l’execution diventa quasi automatizzata. A tornare centrale è l’idea, la visione del founder, la capacità di immaginare soluzioni e la missione dell’azienda. Ma non sarà però una vittoria dell’improvvisazione creativa: a scalare davvero saranno ancora founder altamente competenti, capaci di governare questi strumenti. Tecnici, sì. Ma con una visione»

Ecco Michele Catasta, 42 anni, l’uomo che ha portato l’intelligenza artificiale dentro lo sviluppo software fino a renderla capace di generare codice in autonomia. È lui che ha creato il primo prodotto di vibe coding al mondo. Presidente e Head of AI di Replit, startup californiana sotto tutti i riflettori, valutata 3 miliardi di dollari e cresciuta in un solo anno da 2.5 a 250 milioni di dollari di fatturato.

La tecnologia è agli inizi, e nei prossimi anni l’impatto sarà anche maggiore. «Non serve conoscere linguaggi di programmazione, è sufficiente spiegare alla macchina cosa si vuole ottenere con un linguaggio naturale. E il risultato prende forma».