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Ultimo aggiornamento: 10:48

A Genova, la sera prima del corteo per lo sciopero dell’Unione sindacale di base (Usb), l’attivista svedese incontra i lavoratori che bloccano il transito di armi nei porti.

“Ho pianto guardando quel video, quando mentre eravamo in rotta verso Gaza i portuali di Genova dicevano che avrebbero potuto bloccare l’Europa. È questo che significa solidarietà”. Con José Nivoi, del Collettivo autonomo lavoratori portuali e sindacalista Usb Mare e Porti, con il quale si è conosciuta nell’azione politica e umanitaria nonviolenta della Global Sumud Flotilla di settembre, Greta Thunberg spiega a ilfattoquotidiano.it le ragioni della sua presenza a fianco dei portuali, da anni in lotta contro il transito di armi verso paesi in guerra.

“Essere qui – dice – è uno dei modi più chiari per tradurre in azione ciò che diciamo. Lottiamo contro lo stesso sistema: quello che crea ecocidi e genocidi, che distrugge il pianeta e opprime i palestinesi da decenni, ma che colpisce anche i lavoratori in Europa. Per questo siamo più forti insieme”.