Un corteo "contro i criminali di guerra", compreso "il governo italiano fascista, tra i principali complici del genocidio".

Sono le dure accuse lanciate dal palco in piazza San Giovanni dall'attivista Greta Thunberg, tra i leader della manifestazione di Roma per dire "no all'economia di guerra e per la Palestina libera". Tra le strade della capitale hanno sfilato svariate migliaia di persone e, oltre alla pacifista svedese, anche la relatrice dell'Onu Francesca Albanese, e un cordone di vigili del fuoco in divisa, sulla quale alcuni mostravano lo stemma della bandiera della Palestina a fianco a quello ufficiale. Parallelamente un altro corteo partito da Milano, in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, ha esposto in testa uno striscione che recitava 'Libertà per Shahin, la solidarietà alla Palestina non si processa', riferendosi alla vicenda dell'imam di Torino Mohamed Shahin, attualmente nel Cpr di Caltanissetta e in attesa di venire espulso.

Entrambi i cortei si sono svolti senza particolari momenti di tensione con le forze dell'ordine, ma a Roma alcuni episodi fanno discutere: nei pressi del Colosseo al grido "giù le mani dal Venezuela" è stata data alle fiamme, con dei fumogeni, la stampa della bandiera statunitense mentre dagli altoparlanti risuonavano slogan come 'Viva Maduro, viva Chávez, solidarietà ai popoli dell'America Latina'. Si tratta di azioni messe in atto dal movimento studentesco universitario 'Cambiarerotta', che ha poi bruciato ⁠un manifesto che raffigurava il ministro della Difesa Guido Crosetto e la scritta 'non ci arruoliamo'. Tra i cartelli esposti al corteo anche quelli con i volti della premier Giorgia Meloni e di Salvini, Tajani e Crosetto accompagnati dalla scritta 'Complice di genocidio'.