Cresce il numero di aziende che a livello europeo si impegnano nel miglioramento delle condizioni di allevamento dei polli. Quasi 400 fra aziende e supermercati adottano oggi standard migliori per gli animali e i consumatori, con un impatto positivo sulle condizioni di vita di oltre 260 milioni di polli. Tra le aziende che operano in Italia ci sono Carrefour, Cortilia, Eataly e il produttore Fileni.
I dati arrivano dall’associazione Essere animali, che ha reso pubblico in Italia il report European chicken commitment progress redatto dalla Open wing alliance – la coalizione internazionale che riunisce un centinaio di organizzazioni compresa Essere Animali – in cui si fa il punto sui progressi compiuti dall’industria alimentare europea per eliminare le maggiori cause di sofferenza per i polli allevati per la produzione di carne. Dal Regno Unito alla Francia, passando per Norvegia, Germania e Spagna, i maggiori produttori europei stanno facendo importanti passi avanti per mettere al centro delle politiche aziendali il benessere animale.
L’Italia, nonostante i progressi, resta però fanalino di coda: «Manca per esempio un impegno in tal senso da parte delle principali insegne italiane, tra cui Coop, Conad ed Esselunga - sostiene Simone Montuschi, presidente di Essere Animali -sarebbe invece importante che aderissero agli standard minimi fissati dall’European chicken commitment (Ecc), dimostrando così ai propri clienti di avere a cuore il benessere degli animali e la qualità dei prodotti venduti a scaffale».








