Un po’ come un circolo. L’eterno ritorno di Garlasco che irrompe, indigna, fa discutere (spesso, cioè quasi sempre, a sproposito), spulcia, indaga, reperta, perizia, valuta, analizza. E alla fine torna lì, al suo punto di origine, a quella “prova regina” che, d’accordo, se si dovesse andare a processo avrebbe tutti i crismi dell’evidenza incontrastata (non si tratta di un accertamento di parte ma di una valutazione del tribunale che quindi, in un ipotetico processo, può essere utilizzata senza indugio), però lascia ancora parecchi interrogativi aperti. Il dna sotto le unghie di Chiara Poggi è di Andrea Sempio. Dopo diciotto anni e tre mesi e due settimane è con una pec che Denise Albani riporta il faldone alla casella del principio: da quando il commesso di Vigevano, l’amico di Marco Poggi, questo ragazzotto di 37 anni della provincia lombarda è indagato per concorso in omicidio (con Alberto Stasi o con ignoti), era marzo, una vita fa, si sono aperte le strade più disparate. Specie in tivù si è battuta qualunque pista. Le cugine Cappa, il Santuario della Bozzola, l’opera di un assassino, il concerto di più assassini, la dinamica degli eventi da rivedere, addirittura han fatto parlare le vicende personali degli avvocati delle parti. Delle tracce di profilo genetico (poco, in verità) ritrovato sotto le unghie della vittima quasi c’eravamo dimenticati.
Andrea Sempio, boatos da Garlasco: cosa può accadere a metà dicembre | Libero Quotidiano.it
Un po’ come un circolo. L’eterno ritorno di Garlasco che irrompe, indigna, fa discutere (spesso, cioè quasi sempre, a sproposito), s...






