Garlasco è un grande esperimento mediatico, un labirinto di sospetti, smentite, vicoli ciechi, rilanci, colpi di scena e fuochi d’artificio in cui il dramma iniziale, l’orribile morte di Chiara Poggi ormai 18 anni fa, sembra quasi sfumarsi e perdersi in un mare di gossip.

Nelle ultime settimane, per esempio, siti e organi di stampa vari hanno tambureggiato sparando la notizia di un “supertestimone” che avrebbe rivelato agli inquirenti come il grande alibi di Andrea Sempio, vale a dire lo scontrino del parcheggio di Vigevano datato 13 agosto 2007, la mattina dell’assassinio nella villetta di via Pascoli, non reggerebbe. Quel ticket, giura l’uomo del mistero, non è né di Sempio né dei suoi genitori. Una ricostruzione che però ora sarebbe a sua volta messa pesantemente in discussione. Il quadro delle indagini che emerge a Quarta repubblica, il programma di Rete 4 condotto da Nicola Porro, è come minimo inquietante se non addirittura grottesco.

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Secondo Lodovica Bulian, infatti, il “testimone” pronto a inchiodare Sempio non esisterebbe nemmeno: «Da fonti che abbiamo noi questo super testimone, in questi termini e rilanciato dalla stampa, non esisterebbe. Ci è stato chiaramente smentito. Non c’è nessuna persona che si è presentata dai Carabinieri e che è entrata in caserma a dire “io so che lo scontrino non è né di Sempio né di sua madre”. In questi termini no».