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Secondo le indagini di Roma sul caso Striano, la Finanza si servì di Foschini per scoprire la talpa. Il precedente Viviano
Tu chiamale, se vuoi... coincidenze. Nel giorno dello sciopero per il rinnovo del contratto il cronista di Repubblica Giuliano Foschini, che farebbe lo 007 per la Guardia di Finanza, a caccia delle fonti degli altri giornali, ha vinto il premio Paolo Graldi per il "Giornalismo d'Inchiesta". Chapeau. L'inerzia dell'Ordine su un inviato di un autorevole giornale nazionale che avrebbe fatto da delatore per conto di un generale è il segno di una nobile professione in estinzione. Foschini ha un precedente non da poco: la sua amicizia con il segugio d'antan Francesco Viviano qualche anno fa finì per colpa di uno scoop sull'odiato Silvio Berlusconi che, intercettato a Trani, voleva chiudere Annozero di Michele Santoro. Mai parlare al telefono: Foschini chiamò il collega, registrandolo a sua insaputa mentre ammetteva di aver preso (e fotocopiato di nascosto) le carte coperte da segreto destinare al Gip per l'ok all'uso dei brogliacci, si fece sequestrare il telefonino con dentro la prova della sua innocenza, ben consigliato dal legale e amico Francesco Paolo Sisto (di Forza Italia) e Viviano si beccò un anno e due mesi. Da allora non si parlano, figurarsi al telefonino, a Repubblica dovrebbero fare i corsi dell'Ordine sulla deontologia.






