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Acquisite le accuse lanciate in Antimafia. L'ipotesi della calunnia. E Fazzolari denuncia
Copasir, Procura di Roma e di Firenze, Garante. È lunga la fila di doglianze per Sigfrido Ranucci. Non pago dell'indagine per la violazione dell'articolo 615 bis comma 2 (interferenze illecite nella vita privata) dopo la telefonata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie mandata in onda l8 dicembre 2024 che ha fatto scattare la maxi sanzione da 150mila euro, il vicedirettore Rai rischia la calunnia per le maldestre accuse, mezze rimasticate, ai servizi segreti e a mezzo governo. Mostrando l'ennesima querela contro di lui, Ranucci blatera: "Dedicato a chi pensa che i magistrati non tocchino Report". A firmarla è Filippo Spezia, già capo della Procura di Firenze. Per uno che si è beccato gli applausi dall'Anm sulla riforma della giustizia è stato difficile scoprire che i pm di Roma vogliono la sua audizione in Antimafia, dove ha accostato l'orrendo attentato subito il 16 ottobre a Pomezia a una suggestione che gli avrebbero riferito fonti di intelligence. "Il delitto di calunnia secondo l'articolo 368 del Codice penale è procedibile d'ufficio", ricordano ambienti di Fdi. Galeotta la domanda dell'ex magistrato e senatore M5s Roberto Scarpinato, sul sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, che secondo Ranucci avrebbe "attivato i servizi segreti" dopo una puntata sul padre della Meloni. "Gli ho chiesto se c'è una connessione anche con le inchieste di Report su Aldo Moro e Piersanti Mattarella e sulla pista nera delle stragi", sottolinea Scarpinato, secondo cui anche il Copasir dovrebbe occuparsene". Detto, fatto: sia l'audizione in Antimafia sia quella in Vigilanza verranno riversare alla commissione che indaga sugli 007.








