Quanto può resistere l’Ucraina se la proposta di pace non va in porto? Ne parliamo con Orio Giorgio Stirpe: colonnello della riserva e analista militare indipendente, dopo esserlo stato per 12 anni presso il Comando Nato Nrdc Italy di Solbiate Olona. È anche autore per Mimesis Edizioni del libro Gli errori di Putin Ucraina: una guerra a tutti i costi.
«Questo accordo non può andare in porto, perché è al momento impossibile accontentare entrambe le parti. Un problema è che noi in Italia subiamo un’ondata di disinformazione proveniente dalla Russia, e ci siamo così convinti che l’Ucraina è alla canna del gas. Ciò è completamente falso. Il dubbio vero è se si esauriscono prima gli ucraini o i russi, perché sostanzialmente alla fine sono nella stessa situazione. Stanno tutte e due soffrendo per un attrito che li porterà all'esaurimento, ma bisogna vedere quale dei due si esaurirà per primo».
Una logica elementare suggerirebbe che siccome la Russia è più grande, ha più abitanti e ha più risorse l’Ucraina dovrebbe cedere prima. Ma precedenti come Vietnam, Algeria o Afghanistan mostrano che può non essere necessariamente così.
«La Russia sta esaurendo la sua economia. Hanno praticamente consumato il fondo sovrano, esportano sempre di meno, pure l’India ha tagliato le importazioni di petrolio russo. Continuano a esportare soltanto alla Cina, praticamente, e a un prezzo scelto dai cinesi, per cui alla fine gli entra pochissimo. Usano molto i droni perché di missili ne producono sempre di meno e hanno praticamente esaurito le riserve. Anche l’artiglieria non la usano più perché hanno esaurito le canne dei cannoni, e non sono capaci di rimpiazzarle».







