KIEV «Stiamo bene, grazie». Andrei Kurkov, scrittore ucraino tra i più noti all’estero e in Europa, Italia compresa, non è un uomo troppo incline a comunicare le sue emozioni. Ma come tutti coloro che vivono a Kiev non dorme da quando Putin ha ripreso a sganciare droni e missili sulla città. E guarda alle notizie che arrivano dal fronte diplomatico con preoccupazione.
Lo scrittore ucraino Kurkov: ««Non bastano gli scambi di prigionieri. Questa guerra finisce quando Putin se ne va»
L'autore di «L'orecchio di Kiev» spiega perché è pessimista sulla possibilità di un cessate il fuoco: gli Usa non sono più coinvolti in questa guerra. L’Europa è stata abbandonata e non sa ancora come reagire. E Putin ne approfitta







