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Mercoledì un gruppo di militari ha detto di aver preso il controllo della Guinea-Bissau, un paese con 1,6 milioni di abitanti che confina con Senegal e Guinea, nell’Africa occidentale. I militari hanno annunciato anche di aver chiuso le frontiere e lo spazio aereo e di aver imposto un coprifuoco, mentre il presidente Umaro Sissoco Embaló ha confermato di essere stato destituito. Ha poi detto di essere stato arrestato insieme al ministro degli Interni e due alte cariche dell’esercito, ma di non aver subito violenza: non è chiaro dove siano detenuti al momento.

Poche ore prima della conferenza stampa in cui l’esercito ha detto di aver preso il controllo del paese si erano sentiti degli spari in diversi punti della capitale Bissau, incluso vicino al palazzo presidenziale, e alcuni uomini in tenuta militare avevano preso il controllo della strada principale della città che conduce all’edificio. Durante la conferenza i golpisti hanno detto di aver formato l’Alto comando per il Ripristino della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico: non sono chiari i loro obiettivi a lungo termine.

Domenica in Guinea-Bissau si era svolto il primo turno delle elezioni presidenziali, in cui i principali candidati erano Embaló, che è un ex generale ed è presidente dal 2019, e Fernando Dias da Costa, esponente dell’opposizione. L’annuncio dei risultati ufficiali era previsto per domani, ma nel frattempo entrambi avevano già detto di aver vinto. È molto probabile che nessuno dei due abbia in realtà raggiunto il 50 per cento dei voti e che quindi sarebbe stato necessario un ballottaggio.