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Ultimo aggiornamento: 18:39
Un altro colpo di stato. Un “Alto Comando Militare per la Restaurazione della Sicurezza Nazionale e dell’Ordine Pubblico” ha annunciato, nel pomeriggio di mercoledì 26 novembre, di deporre il capo di stato Umaro Sissoco Embaló, prendere “il controllo totale” della Guinea-Bissau, “sospendere il processo elettorale” e chiudere i confini terrestri e aerei. È stato dichiarato il coprifuoco. Un annuncio fatto tramite una dichiarazione letta dal quartier generale dello staff dell’esercito nella capitale, dal generale di brigata Denis N’Canha, capo dell’ufficio militare della presidenza.
Umaro Sissoco Embaló è riuscito a far sapere di essere stato fermato attorno a mezzogiorno nel pieno delle sue funzioni, all’interno della residenza presidenziale. In quello stesso momento – ha spiegato – altri membri di primo piano dell’apparato statale sarebbero stati privati della libertà: Botché Candé, titolare del dicastero dell’Interno, e due figure cruciali della gerarchia militare, il generale Biague Na Ntam, capo di stato maggiore, insieme al suo vice, il generale Mamadou Touré.
Il Colpo di Stato arriva in un momento già carico di tensione: il Paese attendeva infatti l’esito ufficiale delle presidenziali del 23 novembre. La sfida era dominata proprio da Embaló e dal suo sfidante Fernando Dias Da Costa, entrambi pronti, il giorno dopo il voto, ad autoproclamarsi vincitori al primo turno. La Commissione elettorale, che avrebbe dovuto dirimere il confronto con una comunicazione ufficiale, era attesa per giovedì 27 novembre.










