Che cosa rimane della vita a novant’anni quando ci pieghiamo su noi stessi fin quasi a sentire l'odore delle radici dalle quali siamo venuti? Lo domando a Umberto Veronesi che i novant’anni li raggiungerà sabato e che ha questo tempo lunghissimo scavato nella carne e nel volto, non nello sguardo. «La riflessione», risponde. «A volte il desiderio di morire».
Novant’anni, una data da festeggiare?
«Certo. Lo farò con tutta la mia famiglia. Siamo una tribù di quasi trenta persone, dai novanta ai due anni. Un’era geologica».
Siamo noi i padroni della nostra vita
di Umberto Veronesi






