Autoritratti sì, ma con mosche o berretto da motociclista.
E poi i suoi animali: dai cani nel cortile alle belve esotiche, viste magari solo al circo. Sessanta opere, oli e disegni, di Antonio Ligabue a Cagliari, al Palazzo di città, fino al 7 giugno 2026. È la prima volta che la Sardegna ospita in un'esposizione i lavori del Van Gogh italiano. Nel quartiere di Castello un riassunto dei temi della sua arte: le scene di vita contadina, le carrozze, le troike, i postiglioni fini agli autoritratti.
Il percorso espositivo - con opere come il raramente esposto Circo all'aperto (1955-1956) o Leopardo nella foresta (1956-1957), Aratura (1944-1945), Diligenza con castello (1957-1958) e Autoritratto con berretto da fantino (novembre 1962) - segue una ripartizione cronologica con la narrazione delle diverse tappe dell'opera. "Ligabue è uno di quegli artisti che non smettono mai di sorprenderci, perché la sua pittura, così radicale e istintiva, parla una lingua che arriva diretta, senza mediazioni, allo sguardo e all'anima del pubblico - ha sottolineato nella pre apertura alla stampa Iole Siena, presidente di Arthemisia, società leader nella produzione e organizzazione di mostre d'arte in Italia -. Non è un caso che ogni volta che abbiamo esposto le sue opere abbiamo assistito alla stessa magia: persone di tutte le età, di ogni provenienza, che si fermano davanti a quei colori accesi e a quelle fiere feroci, e trovano in esse un frammento di verità. Un artista vero, nel senso più profondo del termine".






