Nuove aggravanti contro gli abusi sessuali e aumento delle pene per altre forme di violenza correlata, come la somministrazione di sostanze che alterano lo stato delle vittime menomando il consenso, a partire dalla droga 'ghb' dello stupro.

Ci sono varie ipotesi per le integrazioni alla nuova bozza della legge sul consenso 'libero e attuale', che non vedrà la luce prima di febbraio 2026.

Sotto i riflettori sono finite le "criticità" - segnalate dalla Lega - che hanno portato allo slittamento della sua approvazione dopo il prima via libera della Camera e inevitabili polemiche politiche, per una norma che solo inizialmente sembrava aver trovato una condivisione bipartisan.

Nel testo finora proposto sono diversi i vuoti che la maggioranza tenta di colmare. Nell'attuale ddl della Camera, che ha ricreato la frattura con l'opposizione sul tema, alle diverse condotte esposte non corrisponderebbero variazioni di pene: si pensa perciò di diversificare le sanzioni creando varie aggravanti. Un altro presupposto è che la legge non debba rischiare di entrare in contrasto con la presunzione di innocenza di un individuo accusato e che nessun elemento debba dare spazio alla libera interpretazione del singolo.