Caro Direttore, la modifica del codice 609-bis sul reato di stupro approvata dalla Camera sembra fare eco alla legge svedese che prevede che un rapporto sessuale senza consenso attivo (non solo passivo) costituisca reato. Tuttavia, se è molto ragionevole parlare di consenso in una garbata e civile discussione, la parolina diventa un macigno se inserita in un dispositivo giuridico. Le battute sul fatto che prima di avere un rapporto sessuale sarebbe d'uopo un consenso dimostrabile e in più per tutto l'atto (il termine attuale) rende le relazioni uomo-donna o qualsiasi altra relazione un inferno, qualora lei decidesse di usare il dispositivo per ricattare il partner. Diventa una legge contro le donne, dato che le relazioni si complicano e l'uomo si potrebbe guardare bene dall'averle o reagire come sta accadendo brutalmente ai nostri giorni. Oppure anche lui potrebbe dire che non aveva mai dato il consenso. E se vogliamo essere ancora più cinici, un consenso andrebbe dato conoscendo tutta la qualità della prestazione, psicologia compresa. Materia per avvocati. Che pullulano in Parlamento. E che costano. E quindi questo dispositivo riempirà i tribunali di infinite dispute irrisolte e salate. Dovremmo ricordarci allora che siamo italiani e non svedesi. Ci piacciono gli imbrogli e le complicazioni. Soprattutto ai legali. Non tutto ciò che fa l'Europa va applicato alla lettera. L'antropologia locale conta e va considerata, care politiche donne.
Violenza sessuale e le nuove norme, Papetti: «Si tratta di decidere: deve prevalere il rispetto o il testosterone?»
Caro Direttore, la modifica del codice 609-bis sul reato di stupro approvata dalla Camera sembra fare eco alla legge svedese che prevede che un rapporto sessuale senza consenso attivo (non...














