Due giorni di lotta: sciopero generale contro "la finanziaria di guerra” e corteo nazionale per la Palestina.

Si comincia venerdì 28 novembre: la capitale sarà al centro della mobilitazione generale lanciata da Usb e da altre sigle sindacali di base, tra cui Cobas, a Cub a Sgb e Usi-Cit, Clap. Lo sciopero generale è stato proclamato contro “la finanziaria di guerra del Governo Meloni” per denunciare una “manovra che taglia diritti e servizi mentre aumenta le spese militari”.

Il cuore della protesta a Roma sarà piazza Capranica, dalle 11, non troppo lontanto dal Parlamento che chiude per il “ponte lungo” mentre “lavoratrici e lavoratori in sciopero voteranno simbolicamente la “finanziaria del popolo” annuncia l’Usb. Le rivendicazioni sono chiare: paga base di almeno 2000 euro, pensione non oltre i 62 anni, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, stop al sistema degli appalti, diritto alla casa, assunzioni nella PA, sanità pubblica gratuita e universale. “Necessità urgenti per un Paese stremato, incompatibili con il bellicismo e le politiche di riarmo del Governo” – spiegano i sindacalisti dell’Usb. Altra manifestazione è quella organizzata dai Cobas per le 9.30 con un corteo da piazza Indipendenza a piazza Barberini.