Le prime sentenze sono state inappellabili: la colpa del devastante incendio di Hong Kong è delle impalcature e dei ponteggi di bambù. Col passare delle ore, però, sta emergendo un quadro diverso che sembra spostare altrove le responsabilità dell'immensa tragedia che ha colpito l'ex colonia britannica. Mercoledì, un incendio ha avvolto il grande complesso residenziale di Wang Fuk, nel distretto settentrionale di Tai Po. Le fiamme hanno avvolto sette degli otto grattacieli da 31 piani del complesso, che ospita quasi duemila appartamenti occupati per lo più da anziani.Il bilancio, ancora provvisorio, è pesantissimo: decine di morti e centinaia di dispersi.Ancora da chiarire le cause della tragedia, che pare essere legata ai lavori di ristrutturazione che prevedevano interventi sulle pareti esterne e, amara ironia della sorte, sulle strutture anti-incendio. Tre dirigenti dell'impresa responsabile dei lavori sono stati arrestati con l'accusa di omicidio colposo. Avrebbero utilizzato materiali non conformi agli standard di sicurezza.Bambù sotto accusaNel mirino di diversi mezzi d'informazione e osservatori c'è subito finito il bambù, che a Hong Kong continua a essere utilizzato per le impalcature. Eppure, sembra più realistico cercare le responsabilità principali altrove, come nelle reti da costruzione e nei teloni impermeabili. Secondo il South China Morning Post, le reti erano state sostituite dopo i frequenti tifoni dei mesi scorsi, ma diversi residenti avevano espresso preoccupazione per la loro qualità apparentemente inferiore rispetto ai materiali precedenti. Non solo. I vigili del fuoco e i soccorritori entrati nei grattacieli in fiamme hanno scoperto anche finestre e ascensori sigillati con polistirolo altamente infiammabile. Tutti questi materiali avrebbero accelerato la diffusione del fuoco, facilitato anche dal forte vento.L'incendio a Hong Kong da una prospettiva diversaAFP via Getty ImagesIn ogni caso John Lee, capo esecutivo di Hong Kong, ha dichiarato che l'ufficio per lo sviluppo ha incontrato dei rappresentanti dell'industria cantieristica per discutere della sostituzione graduale delle impalcature in bambù con quelle in metallo. Già nei mesi scorsi, l'ufficio governativo per lo sviluppo ha scritto in una nota che le impalcature metalliche offrirebbero una migliore resistenza al fuoco oltre a essere più rigide e durevoli. Ha però aggiunto di non avere intenzione di eliminare completamente le impalcature in bambù, “soprattutto in circostanze particolari, tra cui lo spazio di lavoro limitato in cantiere”.A marzo, il governo ha dichiarato che, d’ora in avanti, il 50% dei nuovi appalti di lavori pubblici dovrà utilizzare ponteggi in metallo. Tuttavia, l'intervento sembrava essere rivolto soprattutto sulla sicurezza dei lavoratori piuttosto che sui rischi di incendio. Secondo dati ufficiali, tra il 2019 e il 2024 ci sono stati 22 decessi che hanno coinvolto operai su ponteggi di bambù. La tragedia di Wang Fuk potrebbe accelerare il processo di sostituzione del bambù, ma le sue responsabilità sono tutte da dimostrare.Il ruolo delle reti e dei materiali da costruzioneMa andiamo con ordine: che cosa dicono le fonti immediate sul punto d’innesco e sulla dinamica esterna del rogo? Più fonti autorevoli concordano su un fatto cruciale: il fuoco è stato osservato partire dalla facciata esterna, sulle protezioni applicate alle impalcature, e le prime immagini e video mostrano fiamme che attaccano la rete verde e i teloni applicati alla facciata. Se si guarda alle registrazioni diffuse nelle prime ore, quello che risalta è la sequenza visiva: una volta preso fuoco il rivestimento (reti, teloni, pannelli, polistirolo), le fiamme hanno avvolto la facciata molto rapidamente.In molte sequenze video la struttura portante (le canne di bambù che formano l’ossatura del ponteggio) appare ancora riconoscibile e in piedi mentre la copertura esterna è, al contrario, distrutta o ancora in fiamme. Questo non è un dettaglio banale: l’evidenza fotografica e filmica iniziale suggerisce che la parte "superficiale" del sistema (materiale di copertura e pannelli isolanti o di sigillatura) abbia agito come combustibile primario o come accelerante dell'incendio.Perché reti e polistirolo bruciano più del bambùUna fiamma che si alimenta su una rete o su un pannello in polistirene può correre lungo la facciata e creare ponti termici negli spazi tra pannello e muro. Se la protezione non è ignifuga o se è di qualità non conforme, la velocità di propagazione aumenta moltissimo rispetto a una combustione limitata alle travi portanti. Le prime indagini riportano proprio la presenza di polistirolo intorno a finestre e ascensori e reti non conformi, elementi che le autorità hanno indicato come fattori rilevanti nella rapida diffusione.Secondo esperti citati dall'agenzia Reuters, travi di bambù relativamente spesse e sane hanno invece una massa termica maggiore. Ciò significa che se il bambù non è esposto direttamente a fiamme intense per lungo tempo oppure è stato trattato, la combustione completa può richiedere più tempo rispetto a teloni sottili che si incendiano subito. Una volta che la copertura è consumata, le canne di bambù possono rimanere in piedi finché non subiscono danni strutturali gravissimi. Questo spiega perché osservatori e spettatori possano vedere la "struttura in bambù ancora eretta" anche molte ore dopo l'incidente. Le foto e i filmati raccolti da agenzie internazionali mostrano esattamente questo: rivestimenti in fiamme e impalcature di bambù visibili anche mentre il rogo prosegue.Le torri del complesso residenziale di Wang Fuk, a Hong Kong, CinaTommy WANG / AFP via Getty ImagesAnche il bambù è materiale organico e può bruciare, come accaduto in altri casi. La sua resistenza dipende da qualità, trattamento, stato di conservazione e modalità di montaggio. Ma la distinzione da fare è tra un materiale che innesca e propaga rapidamente il fuoco a livello superficiale ed un elemento strutturale che può o meno cedere dopo l'esposizione prolungata al calore. Nel caso di Hong Kong, i materiali di copertura sembrano ricadere nella seconda fattispecie.Perché si usa il bambù nell'edilizia, da migliaia di anniA Hong Kong il bambù non è soltanto un materiale da costruzione: è un linguaggio. Un reticolo che compare e scompare sulle facciate dei palazzi. Per chi cresce tra Kowloon e l’isola di Hong Kong, vedere un palazzo di 30 o 40 piani avvolto da chilometri di canne sottili è la cosa più naturale del mondo. In realtà, è una pratica che affonda le sue radici in secoli di storia e in un sapere tecnico rarissimo, custodito da una manciata di artigiani altamente specializzati. Il bambù è stato usato come impalcatura in Cina per almeno 3.000 anni.Il motivo è semplice: cresce in abbondanza, è leggerissimo, sopporta carichi elevati grazie alla sua struttura fibrosa e può essere maneggiato anche in spazi strettissimi. Nelle province meridionali come Guangdong, Guangxi e Fujian l’umidità permette al bambù di crescere rapidamente e in forme molto robuste. Per questo, il suo impiego è diventato una tradizione consolidata nelle costruzioni.Quali sono i rischiCerto, non mancano alcuni profili di rischio. La durabilità del bambù può essere compromessa dall’umidità, dagli attacchi di insetti o da fessurazioni che si sviluppano con l’età della canna. Un’altra caratteristica chiave è che le connessioni nei ponteggi di bambù dipendono in larga misura dalla maestria della mano d’opera: legature e nodi sono elementi critici per la trasmissione dei carichi e per la stabilità globale. Le prestazioni, quindi, variano molto con la competenza degli operai e con la qualità del materiale impiegato. Nei lavori su edifici alti, la variabilità di esecuzione può trasformarsi in vulnerabilità strutturale.Molte città asiatiche, tra cui Singapore e gran parte della Cina continentale, hanno progressivamente abbandonato il ponteggio in bambù, sostituendolo con soluzioni metalliche modulari. Hong Kong, invece, è rimasta un’eccezione. Elasticità, resistenza, leggerezza, trasportabilità nei vicoli stretti, costo contenuto, montaggio rapido, identità urbana: sono tutte ragioni tecniche, economiche e culturali che hanno mantenuto un ampio utilizzo del bambù nell'ex colonia britannica.Un'arte millenaria con regole moderneAttenzione, però, perché il bambù non è sinonimo di "povertà tecnica": la città ha costruito uno dei quadri di sicurezza più rigorosi al mondo per l’uso dei ponteggi tradizionali, con una serie di norme che includono formazione professionale obbligatoria, ispezioni e supervisione costanti, sicurezza dei materiali, ancoraggi e standard di costruzione controllati. Gli incidenti che coinvolgono impalcature di bambù raramente derivano dal cedimento della struttura principale. Più spesso, come mostrano casi recenti, i problemi nascono dai materiali esterni. Proprio come potrebbe essere nel caso del complesso residenziale di Wang Fuk, teatro di una delle più grandi tragedie degli ultimi decenni di Hong Kong. Anche se questo potrebbe non salvare il futuro di un'arte antica diventata industria, o un'industria moderna rimasta anche arte.
Incendio a Hong Kong, davvero vogliamo credere che sia tutta colpa del bambù?
Un rogo senza precedenti ha trasformato il complesso residenziale di Wang Fuk in un inferno verticale, avvolgendo sette grattacieli e causando decine di morti e feriti. Molti hanno puntato il dito sulle tradizionali impalcature di bambù, ma la realtà sembra un'altra










