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27 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:41

Interessata a spegnere l’eco delle tensioni post regionali, Giorgia Meloni mercoledì ha tentato di ricompattare la maggioranza trovando la quadra sui nodi della manovra. Uno dei primi punti di caduta della trattativa riguarda il dossier affitti brevi. L’accordo prevede che sul primo immobile affittato a fini turistici continui ad applicarsi la cedolare secca al 21%, senza distinzione tra chi gestisce direttamente l’affitto e chi si affida a intermediari immobiliari o piattaforme digitali. L’aumento al 26% previsto dalla prima versione del ddl di Bilancio scatterà solo dal secondo appartamento, mentre dal terzo in poi – ricorda Il Sole 24 Ore – l’attività sarà considerata di natura imprenditoriale, con conseguente obbligo di aprire la partita Iva. Una soluzione che risponde alle richieste di Forza Italia e Noi Moderati.

In attesa del voto sugli emendamenti atteso per la prossima settimana, resta irrisolta la questione delle coperture. Per sostenere le richieste dei partiti, come emerso dopo il vertice a Palazzo Chigi, servirebbe circa un miliardo. Tra le possibili fonti di introiti aggiuntivi, oltre alla “tassa sull’oro” che però garantirebbe entrate limitate, l’aumento graduale dell’aliquota sulle transazioni finanziarie nota come Tobin Tax: un emendamento di FdI propone di portarla – per i trasferimenti di azioni – dal 2% attuale allo 0,3% dal 2027, allo 0,35% nel 2028 e 0,4% dal 2029.