di Sara Gandini e Paolo Bartolini
L’1% più ricco della popolazione mondiale detiene una ricchezza maggiore di quella complessivamente posseduta dal 95% più povero. E le disparità economiche continuano a crescere: da un lato aumentano le persone che scivolano nella povertà, dall’altro cresce anche il numero dei grandi ricchi, con una concentrazione di patrimonio senza precedenti.
Negli ultimi anni la povertà è tornata a crescere in modo preoccupante anche in Italia. Il nuovo Rapporto Caritas 2025 mostra come fasce sempre più ampie della popolazione scivolino ai margini, spesso invisibili alle narrazioni ufficiali. La povertà assoluta coinvolge ormai milioni di persone: un segnale inequivocabile di un sistema economico che non redistribuisce, non protegge e non garantisce più le condizioni di base per una vita dignitosa.
Per affrontare queste inaccettabili contraddizioni anche l’Oxfam suggerisce con vigore di adottare una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Tassare i ricchi e ristabilire la progressività fiscale non è uno slogan comunista ma è un principio indicato dalla nostra Costituzione. E paradossalmente la maggioranza dei cittadini che sta lentamente scivolando verso la soglia della povertà teme queste proposte perché non si fida delle istituzioni. Eppure, mai come oggi, mentre l’establishment insiste con il riarmo e l’economia di guerra, si tratta di rianimare un principio fondamentale per chiunque voglia ridare a parole come socialismo e democrazia il loro senso più pieno: ridistribuire la ricchezza verso il basso e far pagare di più a chi ha accumulato patrimoni ingenti approfittando delle diseguaglianze fomentate dal neoliberismo imperante.






