Torino arrivò al 1975 come quei pugili che hanno ancora le gambe, ma negli occhi gli si legge l’affanno. La città faceva i conti con se stessa. Lo scrivevano i cronisti del tempo: i commercianti abbassavano le serrande per sempre, le concessionarie frenavano sulle immatricolazioni, cresceva la cassa integrazione. L’inflazione era al 23,5 per cento, una cifra che sembrava un verdetto.

Fu allora che si ebbe la svolta e si andò al voto che avrebbe inaugurato la stagione delle “Giunte rosse”. Diego Novelli, cronista prestato alla politica, uomo dell’Unità, vinse le elezioni e divenne sindaco. Mezzo secolo dopo, nella Sala Colonne, si torna a parlare di quel tempo in un incontro intitolato “A 50 anni dalle Giunte rosse”, organizzato dai Consiglieri emeriti della Città: non con nostalgia, ma con il pragmatismo che contraddistingue lo spirito sabaudo per riflettere su ciò che quell’esperienza può insegnare. In un momento in cui la città fa i conti con la crisi dell’automotive e si interroga sul futuro.

L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 15,30. Il giornalista Luciano Borghesan aprirà il pomeriggio rammendando il passato con le voci di Eleonora Artesio, Giuseppe Accattino, Marziano Marzano, Giancarlo Quagliotti, Aldo Ravaioli, Sergio Scamuzzi. Poi lo sguardo sul presente, affidato a Giovanni Durbiano, docente del Politecnico, e Pietro Garibaldi, economista, prima delle conclusioni del sindaco Stefano Lo Russo.