L’introduzione di agevolazioni come la cedolare secca ha fatto crollare l’evasione sugli affitti. «La convenienza fiscale e la semplificazione normativa hanno reso più attrattivo il rispetto degli obblighi tributari» spiega il ministero dell’Economia nella risposta a una interrogazione del Partito democratico sull’impatto dei vari regimi sostitutivi e della flat tax sulle entrate di Regioni ed Enti locali. Via XX Settembre è intervenuta nel mezzo delle discussioni sul disegno di legge di Bilancio. Un confronto nel quale la casa e gli affitti sono tra i temi caldi, al centro anche ieri del vertice tra i leader di maggioranza. A tenere banco è la tassa sugli affitti brevi. Dai partiti di governo arriva anche la spinta per ridurre la cedolare secca sugli affitti a lungo termine, così da renderli più convenienti.

I dati snocciolati dal Mef dicono che tra il 2010 e il 2022 la propensione all’evasione è scesa del 40% passando dal 25,3% al 10,1%.

I numeri emergono dalla recente relazione sull’economia non osservata. «Le stime confermano, quindi, che l'obiettivo perseguito dal legislatore – ossia l'incremento della tax compliance e l'ampliamento della base imponibile dichiarata – è stato raggiunto, soprattutto con riferimento all'emersione dei redditi da locazione», si legge nella risposta, «Ciò giustifica la permanenza di questi regimi all'interno del sistema tributario, in quanto strumenti efficaci di contrasto e di semplificazione amministrativa».