L’evasione fiscale torna a minacciare l’edilizia. Il taglio dei bonus casa, deciso da inizio anno con l’ultima legge di Bilancio, insieme alla caduta post superbonus sta avendo un effetto già visibile sugli investimenti agevolati con le detrazioni. Una parte di questi finirà, inevitabilmente, nell’economia sommersa, soprattutto per i lavori di portata più ridotta, come la sostituzione di infissi, l’installazione di caldaie o, in generale, tutte le piccole manutenzioni straordinarie.

I numeri della contrazione

I dati elaborati dal Dipartimento politiche fiscali di Cna fotografano, partendo dall’andamento delle ritenute collegate ai bonifici parlanti, quello che è avvenuto alle spese agevolate per ristrutturazioni nei primi quattro mesi del 2025. Qui si vede un calo già molto rilevante, dagli 11,5 miliardi del 2024 a 9,6 miliardi circa nello stesso periodo di quest’anno. La riduzione, pari al 16%, spalmata su dodici mesi vale teoricamente una discesa dei lavori di almeno dieci miliardi. La contrazione, però, potrebbe essere anche superiore, visto che nei primi mesi dell’anno c’è ancora un effetto esaurimento dell’onda degli investimenti dell’anno precedente. In questi numeri c’è sicuramente una riduzione degli investimenti realizzati, ma buona parte di queste somme tornerà nel sommerso, per effetto del minore contrasto di interessi legato alle agevolazioni ridotte.