Mio figlio ha la febbre e beve poco, cosa devo fare?”, “Funziona meglio il termometro auricolare o quello ascellare?”, “Che farmaco usare per episodi febbrili ricorrenti?”, “Il mio bambino è asmatico, come curare l’influenza?”. Sono molte le domande che arrivano agli specialisti, tanto che per rispondere a tutti e chiarire i dubbi la Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) ha aperto una sezione sul suo sito con domande e risposte.

Il pediatra

Il pediatra di famiglia rappresenta la prima scelta dei genitori per la cura dei propri figli, bambini e adolescenti. Garantisce le giuste prescrizioni e terapie, evitando uso sbagliato che può causare anche uno spreco economico. Questo il tema del Convegno “Dalla comunicazione all'appropriatezza in pediatria. Focus su dolore e febbre”, organizzato da Motore Sanità, in Senato, con Angelini Pharma.

L’appropriatezza terapeutica non è solo una questione di efficacia clinica, ma rappresenta anche un pilastro per l’efficienza economica e la sostenibilità del sistema sanitario. Un recente studio condotto in Italia, evidenzia, che i costi della gestione inadeguata delle cure e delle sue complicazioni cliniche per i circa 160 mila pazienti pediatrici (0-17 anni) dimessi con diagnosi associabili all'uso di farmaci per la febbre e il dolore, arrivano a 2 milioni di euro. Se si considerano anche le patologie respiratorie, sempre più frequenti, il costo sostenuto dal Siustema sanitario nazionale (Ssn) per l’inappropriatezza dei FANS sale di ulteriori 1.7 milioni di euro.