I nuovi eroi. I fasulli che cambiano se stessi e vorrebbero modificare anche tutti noi. Li scopre - e li esalta Repubblica. E pure Fabio Fazio. Il nuovo idolo si chiama Edoardo Prati, che ha trovato la chiave per le sue conquiste e nessuno - statene certi - si preoccuperà se in giro trova consenso libero e attuale... Basta cambiarsi d’abito (mentale). Adesso si chiamano uomini performativi. È il linguaggio del millennio e ve ne chiediamo scusa.

“ESTETICA PATRIARCALE”

Ma vi pare che il maschio di un tempo ora ai debba truccare, indossare una borsa e leggere radical chic? No, non per sottomettersi ad un uomo più macho di lui, bensì per far colpo su una pulzella che ci casca. Repubblica lo ammette: «I suddetti ragazzi non adottano questi comportamenti perché davvero credono nelle cause femministe o perché desiderano decostruire l’estetica patriarcale del macho, ma solamente per riuscire a conquistare di più». Bella roba, mimetizzarsi d’altro per dar prova di esistenza fisica.

Il belloccio adescatore diventa un modello perché lo impone un nuovo modello proveniente dall’America, of course, ma dobbiamo sperare che prevalga un pensiero conservatore orgoglioso di rifiutare il provolone in provetta. Ci lamentiamo - si lamentano - se una famiglia cresce figli suoi nel bosco e non pronunciamo una parola contro chi si erige a statua per il possesso altrui. Anzi, una paginona del giornalone per dirgli bene bravo bis. Pure sul Corriere si leggono giudizi ammirati a conferma della debolezza del pensiero moderno: «Prati è visto come un “umanista moderno” che usa i social per avvicinare i giovani ai classici». C’è pure chi lo individua come “l’influencer che fa amare i classici” alle nuove generazioni, sottolineando il suo stile semplice e accessibile. Si limitasse a parlare in latino su TikTok gli applausi sarebbero sinceri, ma poi se c’è la metamorfosi della persona qualcosa non funziona.