Jakarta ha messo fine al commercio e al consumo di carne di cane, gatto e pipistrello. Una pratica radicata in alcune comunità ma sempre più contestata. La decisione arriva dopo anni di pressione da parte degli animalisti e in mezzo a un aumento dei casi di rabbia in Indonesia. L’annuncio del governatore Pramono Anung segna un momento decisivo per la capitale indonesiana e per migliaia di animali ogni anno.

Una decisione che segna un confine

La capitale indonesiana ha ufficialmente vietato il commercio e il consumo di carne di cane, gatto e altri animali (in particolare il pipistrello) a rischio rabbia dopo l’entrata in vigore del Jakarta Regulation No. 36 of 2025. La norma è attiva dal 24 novembre e proibisce il commercio di animali vivi, carcasse o prodotti, sia crudi sia lavorati, provenienti da specie che possono trasmettere la rabbia.

Il governatore Pramono Anung, citato dall’agenzia statale Antara, ha spiegato la genesi del provvedimento: “Quando ho ricevuto gli amanti degli animali (il mese scorso), ho promesso loro di istituire un regolamento"

Ha poi espresso la sua speranza che il divieto contribuisca a proteggere la salute dei cittadini e a ridurre i contagi: una priorità urgente dopo i 25 decessi dovuti alla rabbia registrati tra gennaio e marzo 2025 secondo il ministero della salute.