Regioni contese. Adesione alla Nato. Dimensioni dell’esercito. Elezioni presidenziali. Sulla stampa internazionale cominciano a trapelare alcuni contenuti del nuovo piano di pace in 19 punti nato dai negoziati tra gli americani, gli ucraini e gli europei, dopo che il progetto americano in 28 punti, elaborato dall’inviato Usa Steve Witkoff e dal capo del Fondo russo per gli investimenti Kirill Dmitriev sulle richieste avanzate negli anni da Mosca, aveva provocato la levata di scudi di Kiev e dell’Unione europea.
Il nodo principale resta quello dei territori contesi. Citando la bozza elaborata da Londra, Parigi e Berlino, Reuters indica che “l’Ucraina si impegna a non recuperare il suo territorio sovrano occupato con mezzi militari. I negoziati sugli scambi territoriali inizieranno dalla linea di contatto“. Anche il Guardian evidenzia che la controproposta ucraino-europea insiste perché i negoziati partano dal fronte lungo il quale i due eserciti si affrontano in questo momento, senza riconoscere automaticamente come russe le aree già occupate né quelle alle quali Mosca aspira come previsto dal piano in 28 punti elaborato da Witkoff e Dmitriev, e che non vi sia alcun riconoscimento immediato dei territori acquisiti militarmente. Per il Financial Times, invece, le questioni territoriali, compresi i possibili scambi, sono state “messe tra parentesi” e rimandate a colloqui diretti tra Trump e Zelensky, che secondo fonti ucraine potrebbero avvenire la prossima settimana.












