Caro direttore, il piano in 28 punti che Donald Trump ha sposato per la pace in Ukraina (aggredita) è solo una resa alla Russia (aggressore). Anche le garanzie sono "farlocche", dato che più volte gli ukraini sono già stati traditi in passato. Ricorda una grave situazione storica pre-Seconda guerra mondiale. Cioè la pace offerta e accettata da Chamberlaind da Hitler, poco dopo tradita da Hitler stesso. Churchill la commentò così : "Potevate scegliere tra la guerra e il disonore, avete scelto il disonore e avete avuto la guerra". La Storia speriamo non si ripeta, però ce ne sono le premesse.

Giorgio Meneghelli

Caro lettore, dopo oltre due anni e mezzo di combattimenti, la fine della guerra in Ucraina e un serio accordo di pace sono obbiettivi da perseguire con tutta la determinazione possibile. E va anche riconosciuto che il piano di Trump, per quanto fortemente sbilanciato verso Putin e anche politicamente goffo e improbabile in alcuni punti, ha costretto tutti a sedersi al tavolo e a discutere sulle condizioni per arrivare a una tregua e ad un accordo tra le parti.

Ciò che qualcuno non vuole capire (ma qualcun altro invece lo capisce benissimo), è che la pace non può essere sinonimo di sconfitta dell'Ucraina. Non si tratta di simpatizzare per Zelensky. Nè di negare alcuni suoi errori o di chiudere gli occhi sulle malefatte di alcuni membri del suo governo. Ma se passa il principio che Putin può invadere un altro Paese in spregio ad ogni regola internazionale e se tutte, o almeno le principali, richieste che il dittatore russo ha messo sul tavolo per arrivare alla fine della guerra con Keiv verranno accolte, possiamo stare certi che l'Ucraina sarà solo il primo tassello di una strategia, peraltro teorizzata e spesso sbandierata dal Cremlino, di ricostituzione della grande Russia sovietica, con il tentativo di annessione progressiva degli altri Stati confinanti.