Roberto Fico, indicato e sponsorizzato, sin dal primo giorno, dal suo Movimento, apre, quindi, subito la bottiglia e accompagnato dal proprio riferimento politico, dal mattino in quel Napoli, parla di vittoria del campo largo unito: «Questa coalizione – dice nel suo comitato – batte il governo Meloni e gli insulti», dimenticando, però, che la sua regione non è l’Italia e i toni, come da lui stesso ammesso, non sono mai stati così pacati. Evidenzia, poi, come si «metterà al lavoro per la Campania, rispetterà gli impegni presi e sarà presidente anche di chi non l’ha votato». Non mancano, infine, i doverosi ringraziamenti agli sponsor, in primis a Vincenzo De Luca: «Alle due manifestazioni che abbiamo fatto e in questo mese abbiamo avuto un confronto costruttivo». Fino a qualche mese fa, se ne sono dette di cotte e di crude. Una cosa è certa, dopo la festa con i big nazionali, che non hanno esitato un secondo a raggiungere il capoluogo partenopeo per mettere il cappello sul risultato, Robertone dovrà sgomitare, e non poco, tra un mondo più che eterogeneo. La prima sfida, una vera e propria missione al limite dell’impossibile, sarà, ad esempio, accontentare tutti in giunta.
Non gliene è fregato proprio un gozzo. Per il dopo De Luca la Campania va a Fico
In Campania c’è solo un grande vincitore e si chiama astensionismo. L’affluenza si ferma al 44%, quasi il 12% in meno rispetto al 2...














