Non si poteva continuare così, spiegano a Napoli. «Non era comprensibile nemmeno da noi che facciamo politica, figuriamoci dagli elettori». Quello che non si poteva continuare, ci spiega chi fa parte della coalizione di centrosinistra, «è uno scontro tra il governatore uscente (Vincenzo De Luca, ndr) e quello che aspira a succedergli (Roberto Fico, ndr), così come tra la segreteria del Pd e il governatore uscente, quando il segretario regionale del Pd, cioè l’esponente del partito con il ruolo più importante (Piero De Luca, ndr), è il figlio del governatore uscente ed è stato scelto proprio dalla stessa segretaria». Il pasticcio che rischiava di far perdere una regione che sulla carta sembra già assegnata al centrosinistra, si è risolto negli ultimi giorni.

Con una pax doppia e pubblica. Prima venerdì, Elly Schlein, poi ieri Roberto Fico, hanno pubblicamente riconosciuto il lavoro fatto da De Luca. La segretaria del Pd, partecipando l’altro giorno a una iniziativa elettorale di Fico, ha usato queste parole nei confronti del governatore con cui ha duellato per mesi: «Siamo partiti non da zero ma dagli sforzi straordinari di Vincenzo De Luca e della sua squadra: ricordiamo la situazione lasciata 10 anni fa dalla destra che ha l’ipocrisia di parlare della sanità, su cui abbiamo grandi ambizioni, 10 ospedali da costruire, la medicina territoriale, non accettiamo parole su sanità da governo Giorgia Meloni».