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Ha un portiere che para, un bomber che segna, è attento con le big. Ma con le medio piccole...

Semplicemente Milan. È questa l'elementare chiave di lettura del nuovo successo del Milan emerso nel derby di Milano (sesto risultato utile consecutivo dopo le sei sconfitte made in Pioli) e che consente ad Allegri di non farsi staccare dal treno della Champions. "Il calcio è semplice" ha ripetuto Max e la semplicità applicata a questo Milan, di sicuro meno competitivo rispetto a quello della precedente stagione (senza Theo Hernandez e Reijnders), è diventata il suo marchio di fabbrica. La formula in effetti è semplice: un portiere che para, un attaccante che fa gol, vecchio mantra dei tempi di Nereo Rocco. Tutto comincia dalle parate del mostruoso Maignan, recuperato alla migliore condizione grazie al preparatore Claudio Filippi. Sono già due i rigori parati in 12 turni: uno a Dybala, l'altro a Calhanoglu, 2 specialisti stregati, segno di una preparazione psicologica e tecnica dimostrata dalla posizione assunta dal portiere rossonero.